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 Insegnarle a gestire la rabbia 
Autore Messaggio

Iscritto il: sab feb 02, 2008 10:46 pm
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Messaggio Insegnarle a gestire la rabbia
Ciao a tutte. Greta (2 anni e mezzo) ieri, come tutte le domeniche, è stata dai nonni, e come sempre è tornata isterica. Ormai è la norma, i nonni non la ascoltano, il nonno soprattutto la tratta come un oggetto, senza poteri decisionali, quasi senza diritti...ci ho perso le speranze, e mio marito giustamente dice che non si possono cambiare, sono fatti così e l'unica soluzione sarebbe non dargliela più ma non sarebbe giusto.
Quindi la domenica sera ce la smazziamo isterica cercando di limitare le arrabbiature e ricordandole che adesso è a casa sua e ci sono regole diverse che vanno rispettate.
Ieri sono stati in centro dove c'era un'associazione di agricoltori che ha portato le mucche, e hanno preso una bottiglia di latte appena munto.
Arrivati a casa, lei voleva berlo subito ma io le ho spiegato che dovevo farlo bollire altrimenti le faceva male al pancino...apriti cielo ! Ha iniziato una scenata incredibile con pianti, urla, tosse e apnee da tanto che piangeva...l'ho presa in braccio cercando di contenerla, di solito funziona, le blocco le braccia perchè mi dà le sberle, non per far male ma per sfogarsi, le dico che va tutto bene, che ho capito che è arrabbiata per tal motivo ma che si risolve tutto, che le voglio bene, che fra poco le passa e troviamo una soluzione...ieri sera non ha funzionato, picchiava per far male e quando l'ho bloccata mi ha dato un morso sul petto che solo per poco non ha sanguinato (è ancora gonfio oggi). Io a quel punto l'ho messa giù sul divano da sola, l'ho sgridata e me ne sono andata in cucina a togliere il latte dal fuoco e raffreddarlo, i nonni l'hanno consolata e poi le hanno dato il latte; io nel frattempo sono rimasta in cucina da sola a preparare la cena e lei non mi ha cercata. Abbiamo cenato praticamente in silenzio, lei non aveva fame perchè aveva fatto merenda tardi ma ha mangiato ugualmente qualcosa come se non avesse voluto darmi un dispiacere (ma io non insisto mai perchè mangi se non ha fame). Mio marito a fine cena le ha detto "andiamo a giocare ma prima chiedi scusa alla mamma", lei mi ha chiesto scusa e io le ho detto "sai perchè mi stai chiedendo scusa ?" e lei "sì, perchè ti ho morso" e io "e mi hai fatto male secondo te ?" e lei "poco poco", allora le ho fatto vedere il bollo e le ho detto "ti sembra poco ?" e lei "no, è tanto, scusa mamma, non lo faccio più, promesso" bacino sulla bua e siamo scese da tavola.
L'ho lasciata giocare col papà e ho spreparato tavola, piangendo, senza farmi vedere da nessuno; mi sentivo tradita. Abbiamo giocato un pò io e lei da sole ma non ero molto in vena; non ero arrabbiata, ero delusa. Quando l'ho portata a letto mi ha chiesto di stendermi con lei come tutte le sere e le ho risposto che non me la sentivo perchè stavo ancora male ed ero triste, non ha insistito (come invece fa di solito) e si è addormentata senza storie (di solito ne fa). Alle 5 si è svegliata perchè aveva fatto pipì a letto (sono 6 mesi che non succede), l'ho cambiata con dolcezza e mi sono stesa con lei finchè si è riaddormentata.
Stamattina lei era come sempre, dolce, affettuosa e solare; io ho cercato di essere normale ma ho ancora l'amaro dentro. E' come se si fosse spezzato qualcosa, come se la mia bambina fosse cambiata ai miei occhi.
Non riesco a riprendermi, mi sento tradita e offesa. Conta sicuramente molto il fatto che da 3 anni ho tagliato i ponti con mio padre perchè ha cercato in tutti i modi di rovinarmi la vita, ho rischiato persino di perdere Greta a 6 mesi di gravidanza a causa dello stress che mi stava provocando; sto forse rivivendo quelle senzazioni "come può qualcuno che amo così tanto volermi far del male ?". Mi ripeto che Greta non l'ha fatto apposta, che non riusciva a gestire la sua rabbia e se l'è presa con la prima "cosa" che aveva vicino, ma la vedo comunque con occhi diversi, e non so cosa fare.

Quindi i miei problemi in questo momento sono due:
1- come insegnare a Greta a gestire le frustrazioni e la rabbia, in modo che non faccia male a se stessa o agli altri (a volte si butta a terra e picchia la testa sul pavimento);
2- come gestire e superare la sensazione di delusione e di tradimento nei suoi confronti (e solo nei suoi, perchè se mi dovessi solo far venire il dubbio che il rapporto con mio padre si possa in qualche modo recuperare sarebbe più devastante della consapevolezza di averlo perso, che è comunque un dolore costante e quotidiano), e anche in un certo senso di paura: che possa capitare di nuovo, che possa voler farmi del male, paura anche di diventare debole e permissiva per non scatenare le sue reazioni.

Grazie in anticipo
Ba


lun apr 19, 2010 10:34 am
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Iscritto il: sab feb 14, 2009 12:03 pm
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Località: novara
Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
Ciao! il discorso è molto complesso ed articolato e non vorrei rispondere in maniera troppo semplicistica. Spesso però le nostre aspettative nei confronti dei nostri bimbi sono troppo alte. Perchè a due anni e mezzo fanno delle cose che ce li fanno vedere grandi grandi, ma non lo sono. Sono piccoli, non comprendono le conseguenze delle loro azioni e fanno cose tanto per farle. Imparano le cose imitando gli altri, greta va al nido, vero? quante cose "brutte" ha imparato niki all'asilo, vedendo altri bimbi. i bambini mordono, i bambini spingono, i bambini danno calci. E non lo fanno per farci male, lo fanno e basta. Così come le cose che fanno, non le fanno per farci dispetto. Sto parlando di questa fascia di età, perchè è quella che mi coinvolge e su cui ho cercato più informazioni, per dopo, ancora non so. Quello che ho capito è che è il nostro punto di vista a dover cambiare.
Spero di averti dato qualche spunto per risolvere la situazioone, un abbraccio


lun apr 19, 2010 11:33 am
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Iscritto il: ven gen 05, 2007 10:50 am
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Località: Cermenate
Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
Volevo solo dirti che ti capisco, anch'io ho provato le stesse sensazioni, miste a rabbia forte e desiderio di farlo soffrire allo stesso modo in cui aveva fatto soffrire me :-(
E' stata dura per me, la rabbia entra spesso nella nostra vita, anche se sempre più riesco a trasformarla in consapevolezza del suo essere ed empatia nei suoi confronti.
E' un processo lungo, ma vale la pena non rinunciare perchè quando ti senti meglio e hai agito nel modo giusto è proprio una bellla sensazione (soprattutto quando vedi gli effetti positivi sul tuo cucciolo).
Scusa se non ti sono stata di aiuto.
Un abbraccio.
Patrizia

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Patrizia


lun apr 19, 2010 1:12 pm
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Iscritto il: sab feb 02, 2008 10:46 pm
Messaggi: 366
Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
Grazie ragazze, mi avete dato molti punti su cui riflettere. Primo fra tutti: ho chiesto come potrei insegnare a Greta a gestire la SUA rabbia, ed entrambe avete focalizzato sulla MIA. Quindi il problema e' mio, ed e' vero. La stanchezza, il tempo che non aspetta, le mille cose da fare, spesso non mi permettono (o, per meglio dire, sono io che credo di non potermi permettere) di ascoltare i suoi bisogni e risolvere serenamente le situazioni.
E' un po' che ci penso: io e mio marito gestiamo due aziende, e nessuno dei due si sognerebbe di fare ai propri collaboratori le scenate che facciamo a nostra figlia, le urla, le imposizioni fisiche. Un leader non deve mai perdere la pazienza, deve aver sempre sotto controllo le situazioni, o almeno lo deve mostrare. Se si lascia sopraffare, i "gregari" si sentono persi, non hanno piu' un punto di riferimento fermo e solido. Siamo i leader dei nostri figli, dobbiamo mostrare e dimostrare stabilita', altrimenti arriva la disperazione. Se io urlo quando Greta fa o non fa qualcosa che vorrei, le insegno un modo sbagliato di affrontare i problemi, che oltretutto restano irrisolti. Devo fare un grosso lavoro su di me per imparare, e di conseguenza insegnarle, a non perdere la calma, a focalizzarsi sulla soluzione e non sul problema. E' una cosa che insegno ogni giorno ai miei dipendenti, ma con lei e' piu' difficile, forse perche' entrano in gioco le emozioni, e allora mi sento offesa se lei si comporta in un certo modo.
E' vero: poiche' parla e ragiona e capisce, la faccio piu' grande di quello che e'. Sono abituata a non ripetere le cose, sul lavoro le dico una volta e stop; con lei invece e' tutto un ripetere, quante volte le dico "ma dai, lo sai che e' cosi', perche' continui a insistere ?" e mi stanco tantissimo, dentro. Quindi poi mi mancano le forze e la voglia di trovare alternative.
Anche lei deve aver imparato qualcosa dall'episodio di domenica: in questi giorni, quando si arrabbia per qualcosa, sembra che riesca a controllarsi di piu' e si calma piu' velocemente.
Ieri sera ha voluto vedere il segno del morso che mi ha dato e mi ha chiesto di nuovo scusa, e' stata tenerissima.
Vedremo domenica dopo la giornata coi nonni...speriamo in bene !


ven apr 23, 2010 9:02 am
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Iscritto il: gio mar 22, 2007 9:11 pm
Messaggi: 296
Località: Parma
Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
Ciao,
penso che tu stia facendo un grandissimo lavoro su te stessa, e penso che questa sia la strada migliore!
Forse la bambina domenica ha percepito anche la tua tensione, visto che mi pare di percepirne un po' per la "questione" nonni.
In effetti anche quella dei nonni è una cosa su cui riflettere e lavorare.
Io ci penso spesso e penso che comunque in casa loro non si può pretendere di imporre le nostre regole, quindi bisogna imparare a rispettare i loro spazi e le loro regole. Comunque quelle resteranno le regole dei nonni e non le tue e la bambina questo lo percepisce con chiarezza. Prova a ritornare indietro con la memoria sul tuo rapporto con i nonni....
I nonni fanno comunque parte di una comunità allargata e per la formazione della bambina è importante potersi confrontare con modelli di comportamento diversi da quelli dei genitori.
Ma il timone è sempre tuo! Ricordatelo! I nonni sono delle comparse nella vita di tua figlia.
Magari elaborare questo ti farà disperdere un po' di tensione e le domeniche non saranno così pesanti e non le aspetterai più come un banco di prova per tua figlia.

Per il morso penso che lei abbia capito perfettamente di averti ferito, fisicamente e non!
D'altra parte, però, non esistono rapporti di amore senza un minimo di sofferenza....perdonala e perdona te stessa!
Tua figlia imparerà il perdono da te.

Ti sono vicina!
Tina


mer apr 28, 2010 11:45 pm
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Iscritto il: gio set 28, 2006 1:45 pm
Messaggi: 266
Località: Veneto
Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
Stai scoperchiando un mondo dietro alle sensazioni che tua figlia ti aiuta a vivere inconsapevolmente ...sono buoni indizi, segui il filo.
Tira fuori e guarda in faccia quello che non ti sei permessa di vivere(o che non ti hanno permesso di avere), e cerca di tenerlo distinto dalla situazione, ci sta la delusione per il morso, il dolore, ma con il resto tua figlia non c'entra e questo lo sai già.

Lei ha anche diritto di sfogarsi, magari in un posto dov non possa farsi male...sai bene che il motivo scatenante non è l'unico e nemmeno lontanamente il principale.
Quando sono stanchi i bimbi fanno questo ed altro, puoi aiutarla accettando anche questa sua frustrazione.
Lo dici bene anche te.

Quello su cui vorrei focalizzarmi è il poterla difendere dai messaggi dei nonni magari traducendoglieli,in modo da salvaguardare il suo essere se tu senti che loro sono troppo invasivi.

Io ho trovato ottimi spunti per gestire la mia rabbia coi libri di Alice Miller.


sab mag 01, 2010 1:45 am
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Iscritto il: mar ago 11, 2009 12:30 pm
Messaggi: 52
Località: Garfagnana
Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
Cita:
Un leader non deve mai perdere la pazienza, deve aver sempre sotto controllo le situazioni, o almeno lo deve mostrare. Se si lascia sopraffare, i "gregari" si sentono persi, non hanno piu' un punto di riferimento fermo e solido. Siamo i leader dei nostri figli, dobbiamo mostrare e dimostrare stabilita', altrimenti arriva la disperazione


Ecco, io è su questo che sto lavorando per gestire lo stesso problema che ho con emiliano, che ora ha quasi tre anni e mezzo. Penso sia un punto molto importante e forse ne parliamo troppo poco in questo forum, voi che ne pensate?
Ultimamente Emiliano risponde No! ad ogni richiesta, per mangiare, per fare il bagno, per uscire a fare una passeggiata, per vestirsi eccetera. Spesso alle mie insistenze seguono scene di isteria e anche per me pugni e morsi.
Anch'io ho provato le stesse senzazioni di tradimento che hai provato tu, miste ad un senso di inadeguatezza e a dubbi sui metodi educativi scelti.

Ora ho fissato delle regole, forse troppe e tutte insieme, ma è l'unico modo che ho trovato per affrontare la situazione. Cerco, nei limiti della mia pazienza di non arrabbiarmi, ma, ad esempio, non si esce dalla cucina finché non si è finito di mangiare, io sto con te, ti posso anche aiutare imboccandoti, ti offro delle scelte sul cibo ma si deve mangiare. "Perché?" lui mi chiede. La prima risposta è "perché altrimenti ti viene fame dopo ma è questa l'ora giusta e si mangia insieme", la seconda volta che mi chiede perché rispondo "perché di sì, punto". Se partono scene di isteria non faccio altro che ripetere che può fare tutte le scene che vuole ma dalla cucina non si esce fino a che non si finisce di mangiare. Per pugni e morsi cerco di allontanarlo e di non farmeli dare, anche perché poi impazzisco io e tutto va in malora, quando si calma lo riavvicino.

Ragazze, una faticaccia, ma vedo miglioramenti :-))

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Erica, Emiliano, Giordano


sab mag 01, 2010 6:50 pm
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Iscritto il: mar ago 11, 2009 12:30 pm
Messaggi: 52
Località: Garfagnana
Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
Scusate, ritiro tutto, il metodo "non si esce dalla cucina fino a che non hai finito di mangiare" non funziona, anzi l'ho abbandonato perché l'unico risultato è stato aumentare la tensione all'ora dei pasti. Ho scoperto che per far sì che mangi devo tenerlo in braccio e imboccarlo. Ora emiliano ha quasi 3 anni e mezzo ma in certe situazioni vuole fare come il fratellino di 1 anno...e va beh! Facciamo così!

Le scenate di rabbia da morsi e sberle gli vengono quando gli faccio fare cose che proprio non vuole fare...che stupida che sono!! è così ovvio! Però in certe situazioni dopo averle provate tutte scado in imposizioni con la forza. A volte per cose che a me non smbrano nulla.

Il problema è che io non ce la faccio ad essere empatica in ogni situazione e spesso mi risuonano nella testa le parole di mia mamma che mi dice che IO devo decidere cosa si fa, come e quando e quando lo vedo che si oppone alle mie decisioni mi viene da pensare che dovrei essere più dura.
La faccenda del non si esce dalla cucina fino a che non si è finito la faceva anche mia mamma con me e non è stato bello.

Comunque, Ba chiedeva come aiutare la figlia a gestire la rabbia, dato che in qualche occasione anche i nostri figli si trovano di fronte a cose che non vogliono fare e quindi si arrabbiano....beh, io non ho ancora imparato a gestire la mia ma so che si manifesta in modo più aggressivo quando è da troppo tempo che non mi sfogo fisicamente, con una passeggiata ad esempio.

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Erica, Emiliano, Giordano


ven mag 14, 2010 6:27 pm
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Iscritto il: ven giu 01, 2007 6:18 pm
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Località: VIADANA(MN)
Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
io in genere cerco di valutare l'importanza dei bisogni di mia figlia.
la rabbia è un sentimento che deve aiutare a crescere, quindi siamo noi madri che dobbiamo accettarlo e favorirlo nel modo migliore.
deve 'insegnarci' qualcosa..
deve mostrarci cosa non va..e come favorire tutti! non solo la frustrazione e l'immaturità.(tu mi sembri ancora immatura emotivamente, incapace di accettare i sentimenti degli altri senza offenderti)
reprimere rabbia o sfogarne eccessivamente è dannoso per l'animo del bambino e la salute futura, e questo è un dato quasi provato scentificamente ormai!

se la tua bimba non si sente rispettata nella sua volontà giustamente 'proverà' quel che la natura umana prova. lei 'è' una bambina, invece i nonne sono vecchi immaturi.(chi dovrebbe imparare cosa? loro dovrebbero insegnare cosa?cosa impara 'veramente tua figlia? dubito che impari a conescersi e migliorare!)
non puoi pretendere che lei a 2 anni e 1/2 capisca una realtà che prova emozionalmente e che le nega di comprendersi nel tempo..devi dargli il tempo che le serve! altrimenti non matuierà 'MAI'!! guarda i noni come sono diventati!
io credo che sia come incatenarla ad adattarsi a una 'visione' immatura.
ma tu vuoi crescere con lei? vuoi capire e rilassarti in una realtà che ti offre la comprensione dei suoi e i tuoi bisogni?
vuoi che lei si adatti forzatamente a cosa? ad una prigione di incapacità e tristezza?
si deve adattare a cosa? ti sembra giusto adattarsi?

ecco, io mi faccio queste domande con le mie bimbe.


dom mag 23, 2010 2:35 pm
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Iscritto il: gio set 28, 2006 3:47 pm
Messaggi: 1773
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Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
mi aggancio a questa discussione, anche se ormai arrivo con molto ritardo, perché è veramente molto bella e profonda. Quante volte i conflitti e le crisi con i nostri figli diventano il teatro in cui si riaffacciano rabbia, frustrazione, conflitti con i nostri genitori! Gli echidi quesllo che abbiamo ricevuto da piccoole ci risuonano nella testa e noi agiamo come dentro un copione già scritto.

Diventare consapevoli della propria rabbia è già molto; possiamo anche parlare, con semplicità, ai nostri figli dei sentimenti, della loro rabbia o della nostra, non c'è bisogno di inoltrarci in troppe spiegazioni (più analizziamo più rischiamo di dire stupidaggini) ma possiamo dire: "ora non voglio discutere perché sono troppo arrabbiata" oppure "quando mi hai morso mi sono sentita spaventata, addolorata, sola, perché ho bisogno di rispetto, comprensione, tenerezza e non di morsi". Certamente di questo si parla con i propri figli non nel momento acuto della crisi ma una volta ritrovata la calma.
Vi ricordo il bessissimo libro di Hilary Flower "Crescerli con amore - l'avventura della disciplina dolce" che contiene moltissime testimonianze e spunti di genitori; il libro è reperibile presso le consulenti de La Leche League (http://www.lllitalia.org oppure 199 432326).
Antonella


ven giu 11, 2010 10:05 am
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Iscritto il: mar ago 11, 2009 12:30 pm
Messaggi: 52
Località: Garfagnana
Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
Ormai è passato un mese dall'ultima volta che ho scritto. Al tempo ero alle prese con la questione "mangiare all'ora di mangiare" e "come gestire la rabbia di Emiliano quando gli chiedo di fare cose che si devono fare e che lui rifiuta di fare". Nel frattempo ho letto "Il mio bambino non mi mangia" di Gonzales e ho risolto la prima questione. Ora siamo tutti più sereni, Emiliano mangia quando ha fame quello che vuole tra le cose disponibili (ovviamente sono state bandire le "schifezze") e non posso che ringraziare voi per avermi indirizzato a quel libro e ribadire quanto sia importante studiare e frequentare persone che come voi si impegnano al loro meglio per essere genitori responsabili.

Per la questione rabbia ho da poco scoperto la CNV. Se Emiliano si arrabbia e comincia a picchiarmi sto cercando di:
1- non arrabbiarmi a mia volta ma cercare di comprendere le sue ragioni;
2- una volta individuato il problema gli chiedo se è proprio così (ad esempio, si deve andare a fare il bagno, lui non vuole e io intuisco che è perché aveva in mente di fare un determinato gioco. Allora gli chiedo "sei arrabbiato perché vuoi subito fare quel gioco e se vieni a fare il bagno non puoi?")
3- contrattare o, se non c'è alternativa spiegargli che mi dispiace forzarlo ma proprio non posso fare altrimenti.

Grazie ancora a tutte voi, sono davvero contenta perché ogni giorno che passa sto migliorando sempre più il rapporto con i miei figli. La strada è ancora lunga ma sono già molto soddisfatta di tutti i progressi che stiamo facendo e sempre più felice di essere mamma.

_________________
Erica, Emiliano, Giordano


sab giu 12, 2010 11:13 pm
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Iscritto il: mar mar 11, 2008 3:28 pm
Messaggi: 267
Località: Padova
Messaggio Re: Insegnarle a gestire la rabbia
Che bella discussione, care! Mi sono incantata a leggere come siete tutte arrivate a una soluzione ascoltando il vostro cuore. Avete bimbi fortunati.

L'ho imparato sulla mia pelle che i bambini ci mettono in crisi per renderci migliori. Se li lasciamo fare, li ascoltiamo, li rispettiamo, possiamo solo imaprare a esserlo.
Oltre al libro consigliato da Antonella io consiglio sempre il bellissimo "Genitori con il cuore" di Jan Hunt (il Leone verde) e lo smilzissimo "Crescere i bambini con la comunicazione NonViolenta" di Rosenberg (Esserci edizioni). Oltre ad Alice Miller, s'intende, che apre la porta della nostra infanzia e ci aiuta a capire perché siamo quello che siamo e perché sbagliamo coi nostri bimbi (io ho cominciato con "Il dramma del bambino dotato", Bollati Boringhieri).

Ciao,
Elisa


ven giu 18, 2010 3:52 pm
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