Storie : Consapevolmente!

I nostri gesti quotidiani, anche quelli apparentemente più banali, esercitano un'influenza su qualcun altro, ma la consapevolezza della relazione tra le nostre scelte quotidiane e le loro reali conseguenze sugli altri è offuscata...
Fonte: consapevolmente.org

I nostri gesti quotidiani, anche quelli apparentemente più banali, esercitano un'influenza su qualcun altro. Ognuno di essi è una scelta politica, che oggi non riguarda più il semplice voto elettorale, ma coinvolge i nostri comportamenti, i rapporti con gli altri, persino i nostri acquisti. Comprare una maglietta è un'azione che implica conseguenze per un lavoratore del sud del mondo. Il modo con cui spendiamo i nostri soldi chiama in causa popolazioni lontane da noi, il cibo che mangiamo riguarda l'ambiente in cui viviamo e altri esseri con cui conviviamo in questo pianeta, il modo in cui cresciamo i nostri figli incide sul nostro e sul loro approccio alla vita.

Purtroppo la consapevolezza della relazione tra le nostre scelte quotidiane e le loro reali conseguenze sugli altri è offuscata. La maglietta che acquistiamo diventa nient'altro che un indumento da indossare, il cibo che mangiamo si riduce a essere considerato soltanto un alimento da consumare. Crescere un bambino diventa non più una faccenda di latte materno, tempo, coccole e disponibilità all’ascolto, ma passa attraverso il possesso e l’uso di una serie di oggetti che vogliono convincerci essere “indispensabili”: biberon, ciucci, lettini, arredi, latti e pappe artificiali, orsacchiotti, giocattoli preconfezionati: tutte cose che allontanano il bambino dalla madre, dal contatto con le persone e lo “educano” fin da piccolo a dipendere dagli oggetti, ad essere un “buon consumatore”.

Questo stato di cose esiste grazie a una serie di elementi: oggi è ritenuto importante conoscere i processi macroeconomici che animano la giostra del capitalismo, mentre scarsa rilevanza viene attribuita alle scelte individuali. Tutto ciò favorisce il mantenimento dello status quo e induce l'individuo a non dubitare delle proprie scelte. Basta raccogliere tante informazioni e operare coerentemente col proprio voto, ma al supermercato niente è messo in discussione. Quello che ostacola il cambiamento è sicuramente la dose di cinismo che ci facciamo iniettare: le scelte del singolo sono insignificanti, si dice. Ci sembra allora che tutto ciò che facciamo da soli non possa nulla di fronte al caos del mondo e alle grandi forze che determinano le sorti di donne e uomini. Dato che la maggior parte delle persone volge lo sguardo altrove, ci sembra inutile fare delle scelte individuali e responsabili. Ma non è sufficiente mettere una croce su una scheda elettorale, non basta "informarsi" guardando la tv, non basta sapere che il mondo va così e non basta avere delle idee per contribuire al cambiamento: bisogna anche metterlo in atto, cominciando dalla nostra vita di tutti i giorni.

I condizionamenti che ci tengono “tranquilli” sono più profondi di quanto possa sembrare. L’accondiscendenza al potere, la paura di cambiare, la riluttanza a prendere posizione fuori dal coro si radicano anche nell’alienazione da noi stessi, dai nostri sentimenti autentici e dai nostri istinti più sani: un’alienazione che è stata costruita in noi fin da piccoli, frapponendo una serie di barriere che ci impediscono di percepire la natura intorno a noi, di entrare in connessione con altri esseri umani e con il nostro stesso sentire. Riappropriarci dei semplici piaceri di una fisicità ritrovata, liberandoci di barriere come le scarpe o i vestiti per recuperare un contatto diretto con la terra, con la natura, con la nostra condizione fisiologica naturale di esseri umani, è un modo per ritrovare energie e tornare all’essenziale, alle cose semplici, ai nostri bisogni autentici, liberandoci di tanti bisogni indotti e fasulli.

Il desiderio di provare a raggiungere tale consapevolezza ci ha spinti a creare questo punto di incontro.

Lo spirito di "Consapevolmente" viene rappresentato dall'immagine del logo. Le tre scimmiette che nell'immaginario tradizionale rifiutano di confrontarsi con la realtà, tappandosi orecchie, occhi e bocca, ora hanno deciso di voltare pagina: ascoltando, osservando e raccontando.


"Consapevolmente" significa percepire le voci di chi ha voglia di parlare ma non viene ascoltato, significa togliersi i tappi dalle orecchie che ci impediscono di udire le grida di chi non può urlare e sentire attraverso i muri che separano il dolore altrui dalla nostra vita quotidiana, costruiti apposta per avvolgerci nel silenzio dell'indifferenza, del cinismo che ci hanno insegnato e che ci fa ripetere che "la situazione è molto più complicata e non la cambierai certo tu".


"Consapevolmente" significa vedere le cose per quello che sono, dissipando le illusioni che un atteggiamento cinico inculcatoci nelle menti possa farci credere che quello che facciamo non ha influenze rilevanti per qualcun altro; significa vedere che questo atteggiamento non fa comodo soltanto a noi, ma soprattutto a chi ci vuole disinformati, deresponsabilizzati, addormentati sull'illusione che bisogni finti e costruiti siano i nostri reali bisogni.


"Consapevolmente" significa parlare, condividere, spiegare e gridare a gran voce che le cose non vanno e che devono essere cambiate e che ad ognuno si presenta quotidianamente l'occasione di fornire un contributo veramente inestimabile.



Ecco perchè riteniamo così importante la crescita personale di ognuno di noi e la consapevolezza dell'importanza dei nostri gesti quotidiani: parlarne e confrontarsi ha un enorme valore educativo.

Riconoscendo la forza del dialogo e del confronto, abbiamo prediposto questa possibilità su cinque Forum Tematici, attraverso cui promuovere la conoscenza di temi come l'economia solidale e la sobrietà, la decrescita e l'ecologia per renderci finalmente conto della sottile violenza economica che le persone subiscono sia vicino a noi che lontano da noi, e di quanta dignità possa essere svenduta attraverso una semplice maglietta o tazza di caffè;

l'espressione della libertà corporea, ovvero la bellezza di vivere il rapporto col proprio corpo senza fardelli culturali che che ne limitano le potenzialità espressive e impongono l'utilizzo costante - e scontato - di vestiti e scarpe;

il Vegetarismo etico, di cui lo stile di vita Vegan è la massima espressione (mangiare animali è davvero "necessario" come ci dicono? E "la carne e il pesce" sono vuote parole per indicare pietanze come altre o è un modo per dimenticare che quella carne e quel pesce erano un tempo soggetti di una vita trasformati con la violenza in merce senza vita per il soddisfacimento umano?);

Vivere la genitorialità e la crescita maturando insieme come figli e come genitori, attraverso il rispetto per i nostri sentimenti e istinti senza farci confondere da tutti i pregiudizi che il sistema sociale ci vuole inculcare e dei quali ci vuole rendere inconsapevoli strumenti di perpetuazione;

i diritti umani, costantemente calpestati in varie parti del mondo, i diritti animali, ancora lontani dall'essere riconsciuti e l'Antispecismo come prosecuzione di un discorso che vuole l'abbattimento di tutte le discriminazioni, siano esse di genere, di etnia, di età, di orientamento sessuale e, quest'ultima ancora socialmente approvata, di specie.

Vi aspettiamo quindi per cercare il percorso verso una sempre maggiore consapevolezza e per raggiungere la "massa critica" che dia la spinta per un cambiamento che, nel nostro piccolo, possa trasformare il mondo.


Un ringraziamento particolare va a Lucilla, aka lucybike (www.evassist.it), che con la sua grande disponibilità e competenza ha reso possibile la realizzazione di questo progetto.


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