Storie : I trapiantisti italiani strumentalizzano il dibattito inglese sul silenzio-assenso

La posizione della "Lega nazionale contro la predazione degli organi a cuore battente" sulla distorsione informativa a proposito del dibattito, in atto nel Regno Unito, sul principio di silenzio-assenso in materia di trapianto di organi.
Fonte: Antipredazione.org

25/01/2008



Non basta ai trapiantisti italiani di aver forzato con artifici gli espianti fino a contarne 21 in media per milione di popolazione contro i 14,9 pmp degli inglesi. Hanno strumentalizzato il dibattito britannico che ciclicamente le lobby trapiantistiche fanno scattare in quei Paesi dove vige ancora il NO presunto (salvo donazione esplicita) inducendo la gente a pensare che in Inghilterra sia passato il silenzio-assenso, al solo fine di calcare ancor più pesantemente la mano sugli italiani.

Molti giornali hanno titolato “Londra, espianto d'organi senza il sì del paziente” (Corriere 14.1.08). Il trapiantista Remuzzi, nefrologo, direttore dell'Ist. Negri di Bergamo e “prezzemolo” del Corriere ha esordito: “Bravo Gordon”(14.1.08) e via discorrendo.
Mentre Ignazio Marino trapiantista e presidente della Commissione Sanità del Senato, alla domanda “Lei è favorevole al principio del silenzio-assenso” risponde “SI' ho un atteggiamento anglosassone”.

Ci vogliono far credere cose non rispondenti al vero per togliere agli italiani, lentamente ma inesoarabilmente, anche il diritto di opposizione, mentre si perpetua l'inadempienza della Legge 91/99 che prevede all'art. 5 un decreto attuativo per la manifestazione di volontà individuale, mai emesso, perché a detta del Senatore Marino “..risultava costoso ... 10 euro a notifica”. Però i trapiantisti si sono distribuiti palate di miliardi.

Vero è, invece, che gli inglesi si sono sollevati contro la minacciata coercizione dello Stato.
Bocciarono il silenzio-assenso già nel giugno 2004. Bocciatura bruciante: 307 voti contro e 60 a favore. Lo stesso Gordon Brown votò contro. Vittoria eclatante del diritto civile di non essere proprietà dello Stato. Ed ora il premier Brown appoggia la proposta, ma è stato mal consigliato. Il Dr. David W.Evans e i medici oppositori inglesi ci informano che c'è stata una tale potente ed immediata risposta contraria da escludere che la proposta abbia una qualche chance di successo. Sul Daily Mail, 14.01.08, nell'articolo “Organs of coercion” (Organi di coercizione) Melanie Phillips scrive: “Se questa operazione è intesa come ausilio alla campagna di Brown del prossimo anno per ripristinare le sue fortune politiche in declino, è piuttosto insensato... Se Brown pensa di ottenere il plauso popolare dicendo che lo Stato scipperà dalla gente cuori o reni senza il loro consenso, i suoi consiglieri indubbiamente hanno bisogno di un trapianto di cervello... Non vi è un diritto umano più fondamentale del controllo sui nostri corpi e su ciò che ne viene fatto, sia in vita che in morte”. Joyce Robins del Patient Concern dichiara “..si vuole raggiungere l'obiettivo sfruttando l'inerzia e l'ignoranza”.

In Inghilterra c'è ampio spazio per il dibattito, in Italia vige la censura e la mistificazione.
Le libertà individuali sono legate alla verità dell'informazione, senza, solo degrado e violenza istituzionale.

Articolo di: Nerina Negrello

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