Ecologia e consumi : Radiohead: Thom Yorke promette concerti a basse emissioni

I Radiohead si uniscono alla lotta contro i cambiamenti climatici. "Abbiamo deciso di suonare soltanto in posti raggiungibili con i mezzi pubblici o dove riusciamo a convincere i promotori a organizzare dei collegamenti", ha spiegato il cantante Thom Yorke, giunto a Bruxelles per lanciare una campagna europea dell'Ong 'Friends of the Earth' per la riduzione delle emissioni di CO2.
Fonte: Notizie.alice.it

29/02/2008



I Radiohead, uno dei gruppi rock più famosi del mondo, si uniscono alla lotta contro i cambiamenti climatici. "Abbiamo deciso di suonare soltanto in posti raggiungibili con i mezzi pubblici o dove riusciamo a convincere i promotori a organizzare dei collegamenti", ha spiegato il cantante Thom Yorke, giunto a Bruxelles per lanciare una campagna europea dell'Ong 'Friends of the Earth' per la riduzione delle emissioni di CO2.

"Stiamo facendo tutto il possibile, lo posso dire con la mano sul cuore, tranne smettere di andare in tour, che forse un giorno faremo", ha spiegato Yorke. "Voliamo solo quando non abbiamo scelta", assicura. "Abbiamo comprato dei generatori a pannelli solari pazzeschi che ci sono costati una fortuna, e trasportiamo tutto il nostro equipaggiamento via nave perché non ci permettono più di mandarlo in aereo", aggiunge il cantante. Grazie a tutti questi accorgimenti, i Radiohead sono diventate una delle band più ambientaliste dell'industria del rock, secondo le stime della rivista britannica Nme.

Il cantante, tuttavia, ha promesso che non tenterà di convertire i suoi fan durante i concerti lanciando appelli tra una canzone e l'altra: "sarebbe una cosa un po' pacchiana", ha tagliato corto. "Se lo facessi troppe volte, il resto del gruppo potrebbe cominciare a picchiarmi in testa", ha aggiunto.

La svolta ecologista dei Radiohead è avvenuta dopo aver commissionato uno studio sull'impatto ambientale delle loro attività. Un centro di Edinburgo, racconta il Times, ha concluso che il lancio dell'album 'Hail to the Thief', del 2003, ha prodotto 7.581 tonnellate di CO2, pari alle emissioni annuali di 1.400 auto. Per controbilanciare questa 'impronta' di anidride carbonica, gli esperti scozzesi hanno stimato dovrebbero essere piantati 50.000 alberi con un'aspettativa di vita di cento anni.

Così nel 2005 Yorke è diventato ambasciatore di Friends of the Earth in Gran Bretagna, e oggi ha accettato di presentarsi a Bruxelles, anche se è apparso piuttosto restio a parlare di affari europei: ad una domanda sul rapporto di amore-odio del suo Paese con l'Ue ha risposto solo scuotendo la testa. Meglio parlare della campagna della sua ong, lanciata oggi in 17 Paesi europei, tra cui l'Italia. Friends of the Earth vogliono che l'Ue e i governi nazionali adottino dei piani annuali per la riduzione delle CO2, con sanzioni per chi non rispetta i target, e superino l'obiettivo di un taglio del 20% entro il 2020 proposto dalla Commissione l'anno scorso, arrivando al 30%. "E' la prima cosa ragionevole che ho sentito da tanto tempo", ha commentato Yorke, spiegando che senza una verifica annuale i politici tenderebbero a rinviare il problema del clima.

Fonte: Notizie.alice.it

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