Storie : Dopo il rogo, la giustizia

Si chiude con sei indagati l'inchiesta sulla strage alla Thyssen. Per la prima volta in un'indagine relativa a un infortunio sul lavoro è stato contestato, a uno degli indagati, il reato di omicidio con dolo eventuale e incendio con dolo eventuale.
Fonte: Aprileonline.info

11/03/2008




Quasi 200 mila fogli riuniti in 170 faldoni. Sono quelli dell'inchiesta sul rogo della Thyssen Krupp che è stata ufficialmente chiusa dopo oltre due mesi di lavoro dei pm Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso e dei loro collaboratori.
Gli indagati sono saliti a sei e per la prima volta in un'indagine relativa un infortunio sul lavoro è stato contestato, a uno degli indagati, il reato di omicidio con dolo eventuale e incendio con dolo eventuale.
A tutti e sei gli indagati è contestata l'omissione dolosa di cautele antinfortunistiche aggravata e a tutti, meno uno, l'omicidio colposo con colpa cosciente e l'incendio colposo con colpa cosciente.
Al momento si tratta solo dell'avviso di chiusa indagini e non ancora della richiesta di rinvio a giudizio.

"Abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci eravamo prefissati di chiudere entro fine mese -ha sottolineato il procuratore Guariniello- dando la giusta risposta a un'istanza di giustizia che ci è stata fatta dal paese". Guariniello, che ha osservato che questa è "la dimostrazione di come sarebbe necessaria una Procura nazionale in materia di sicurezza sul lavoro", ha voluto ringraziare quanti hanno collaborato all'inchiesta, "dalla Asl alla polizia giudiziaria, dalla sua segreteria ai vigili del fuoco, dai consulenti tecnici agli ispettori fino a Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino". Oltre ai primi tre indagati, l'amministratore delegato della Thyssen Krupp Acciai Speciali Terni Herald Espenhahn e ai consiglieri delegati Marco Pucci e Gerald Priegnitz, le dodici pagine del capo d'imputazione dell'inchiesta sul rogo nello stabilimento torinese riguardano anche un dirigente di Terni, Daniele Moroni, il direttore di stabilimento di Torino Giuseppe Salerno e il responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi, sempre di Torino, Cosimo Cafueri. A questi sei indagati si aggiunge anche, come persona giuridica, la Thyssen Krupp Acciai Speciali Terni nella persona del suo legale rappresentante Jurgen Hermann Fechter.

Per la prima volta a un indagato in un'inchiesta in materia di infortuni sul lavoro, nel caso specifico l'amministratore delegato, è stato contestato il reato di omicidio con dolo eventuale e incendio con dolo eventuale. Una contestazione mossa dagli inquirenti in relazione alla sua posizione di vertice con i massimo poteri decisionali di spesa in particolare relativamente a due decisioni. Gli inquirenti, basandosi sulla documentazione raccolta, contestano soprattutto la decisione di posticipare dal bilancio 2006-2007 a quello 2007-2008 gli investimenti antincendio per lo stabilimento torinese, pur avendone già programmata la chiusura, e la decisione di posticipare gli investimenti per adeguare la linea 5, quella in cui si è verificato l'infortunio mortale, alle indicazioni tecniche date dalla compagna assicuratrice e da un gruppo di studio.

Secondo gli inquirenti questi adeguamenti avrebbero riguardato soprattutto il fatto di dotare la linea 5 di impianti di rivelazione e spegnimento degli incendi e sarebbe stato deciso di rinviare questi investimenti a un'epoca successiva al trasferimento della linea da Torino a Terni, nonostante la linea "fosse ancora in piana attività e vi continuassero a lavorare degli operai, in uno stabilimento in condizioni di crescente abbandono e insicurezza".

L'inchiesta della Procura torinese ha preso in considerazione anche un incendio che si era verificato nel 2006 in uno stabilimento del gruppo in Germania. A quanto si apprende in seguito a quell'incendio era stato deciso di investire proprio in questo settore dal momento che il rogo sarebbe stato ritenuto dalla stessa azienda "così distruttivo e devastante che solo per miracolo non c'erano stati morti e feriti".

Fonte: Aprileonline.info

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