Storie : La storia di un bambino soldato, Emmanuel Jal in "Warchild"

A 13 anni Emmanuel ha deciso di non continuare a uccidere e per questo è stato annoverato come disertore dall'Armata di Liberazione del popolo ribelle del Sudan (SPLA). La passione per la musica ha permesso a questo giovane artista di proseguire a vivere in un luogo di guerra.
Fonti: Evolutionmusic.it e Patriziolongo.com

10/06/2008



Davvero inusuale e curiosa la storia di Emmanuel Jal. Nato nel villaggio di Tong, nel sud del Sudan, Emmanuel ignora la sua data di nascita e per ragioni pratiche ne ha stimato una: il primo gennaio del 1980 (in realtà potrebbe avere fra i 23 ed i 27 anni). Figlio di un soldato dell'Armata di Liberazione del popolo ribelle del Sudan (SPLA), ebbe un'infanzia delicata. In quel periodo il suo paese attraversava una pericolosa e critica fase storica; per questo, dopo la scomparsa della madre, Emmanuel decise di unirsi alle migliaia di persone in fuga verso l'Etiopia dove era stato detto loro che avrebbero trovato una vita migliore e un'educazione. Andò diversamente, Emmanuel si trovò fra i numerosi bambini rapiti dal SPLA e portati nei campi di addestramento militare nelle foreste dell'Etiopia. Rimase quattro lunghi anni nel SPLA e all'età di 8 anni conosceva perfettamente le strategie militari e l'uso delle armi prendendo parte alle principali battaglie. In seguito al fallimento dell'Operazione Tempesta nella Giungla - l'assalto del 1991 del SPLA alla città di Juba - Emmanuel viaggiò per centinaia di chilometri fino ad unirsi ad un gruppo di ribelli rivali.

La chiave di volta di questa avventurosa storia fu l'incontro con Emma McCune, una volontaria inglese attiva in quel periodo nelle zone di guerra. La McCune si prese cura del ragazzo fino ad adottarlo e lo portò con se a Nairobi. Nella capitale, Emmanuel ebbe l'opportunità di studiare ed esprimere le sue innate capacità musicali arrivando ad incidere il suo primo singolo. La pace del 2005 tra il governo sudanese e le Forze di liberazione creò una sorta di riconciliazione tra la predominanza cristiana del sud - della quale Emmanuel faceva parte - e i musulmani del nord. In questa nuova fase storica il giovane artista africano conobbe Abdel Gadir Salim, musicista di religione islamica. I due, fin dal primo incontro, trovarono una forza musicale comune che li spingeva a raccontare le tragiche violenze di una guerra vista da due visuali diverse ma che convergeva in un unico ideale: la pace ritrovata.

"Ceasefire", il suo primo disco, è il risultato di questa straordinaria collaborazione: registrato tra Nairobi e Londra l'album esprime la forza comunicativa di due musicisti che hanno vissuto una guerra che adesso raccontano con i suoni, coniugando rap e stile urbano a ritmi e sonorità tradizionali sudanesi.

Il nuovo album si intitola “Warchild” è rappresenta il diario di questo percorso, dove Emmanuel racconta la sua storia attraverso il rap ed il soul infiltrando la cultura della musica world. Al recente Festival del Cinema di Berlino è stata proiettata la prima di un documentario che prende il nome dal suo nuovo disco.

E' un lavoro che ha trovato numerosi consensi nel multietnico mondo della musica dove l'Artista lancia un appello forte ed invita anche gli altri artisti affincè inviino messaggi positivi al fine di far cessare le guerre che spesso vedono fra le prime linnee bambini ai quali viene imparata questa "arte".

Fonti: Evolutionmusic.it - Patriziolongo.com

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