Diritti  : Rejoneo - Un'altra crudeltà per i cavalli

Lo scorso 18 dicembre è stato approvato in Catalogna un disegno di legge per l'abolizione della corrida.
L'assemblea regionale catalana, infatti, con 67 voti a favore e 59 contro, ha aperto la strada ad una legge che bandirà la tauromachia in questa importante regione spagnola. Non si è trattato ancora del voto definitivo, ma è stato respinto il tentativo parlamentare di affossare questa proposta di legge di iniziativa popolare forte di ben 180.000 firme.
Fonte: Equitando.com

27/12/2009



La recente rappresentazione della Carmen di Bizet, alla prima della Scala di Milano che, come tradizione, è stata programmata per la sera di Sant'Ambrogio sotto la regia di Emma Dante, è stata molto applaudita e anche contestata, soprattutto dal loggione, per alcuni effetti e simbologie innovative portate in scena. Tra queste, due teli che venivano arrotolati e srotolati alternativamente, raffiguranti due tori feriti a morte e insanguinati. Certamente una simbologia creata per far riflettere sulla violenza e crudelta della corrida più che sul suo lato tradizionale e spettacolare.
Un tentativo di sensibilizzare la platea su una realtà che in Spagna e soprattutto in Catalogna è di estrema attualità in quanto venerdì 18 dicembre 2009, all'assemblea regionale catalana, è stata votata una proposta di legge, primo passo per l'abolizione della corrida.

L'assemblea regionale catalana, infatti, con 67 voti a favore e 59 contro, ha aperto la strada ad una legge che bandirà la corrida in questa importante regione spagnola. Non si è trattato ancora del voto definitivo, ma è stato respinto il tentativo parlamentare di affossare questa proposta di legge di iniziativa popolare forte di ben 180.000 firme. L'iter parlamentare dovrebbe concludersi positivamente nei prossimi mesi con la promulgazione della legge che vieta definitivamente la corrida e, pur tenendo conto del margine pittosto esiguo dei voti a favore, resta comunque una grande vittoria di civiltà e del movimento animalista, che attraverso proteste e un duro lavoro di sensibilizzazione è arrivato a questo straordinario risultato.
Anche se le corride sono in declino dato che, come recenti sondaggi indicano, non trovano più il consenso delle giovani generazioni e anche se cala il numero stesso di queste "fiestas", resta però il fatto che la corrida viene ancora considerata un simbolo (potremmo dire vergognoso) della Spagna, e che è ancora in piedi la proposta per far riconoscere all'Unesco la tauromachia come patrimonio culturale dell'umanità.
Questo voto del Parlamento Catalano segna quindi un momento storico: l'inizio della fine dello spettacolo cruento per eccellenza.
La corrida è "la madre" di tutti gli spettacoli violenti con uso di animali, in Spagna come in altri paesi quali Sud America o sud della Francia e metterla al bando, inizialmente anche solo in una regione, è un segnale inequivocabile per tutti coloro che speculano su questa orribile forma di violenza, e per tutti quelli che vergognosamente si inebriano delle gesta fintamente coraggiose e "machiste" dei toreri.
Questo voto è importante perche' dimostra che attraverso la mobilitazione, le centinaia di manifestazioni, le infinite petizioni e proteste, le azioni dimostrative, si può aver ragione di queste "tradizioni" così profondamente radicate, si può far crescere e maturare la coscienza della gente: si può dare un aiuto concreto agli animali[...]


[...]Tra le numerose varianti della corrida, quella che, oltre a infierire con violenza sul toro, genera forme di tremenda crudeltà anche per i cavalli è il Rejoneo.
Questo "spettacolo" prende il nome dalle lame affilate usate, chiamate "rejones". Esse vengono conficcate nel corpo del toro da uomini o donne a cavallo, chiamati "rejoneadores". Come in altre corride, prima di comparire in pubblico, i rejoneadores esercitano la loro sadica destrezza in siti privati, torturando innumerevoli tori e cavalli.
Il toro viene introdotto nell'arena di fronte al cavallo montato da un rejoneador. Dall'alto del suo cavallo, il rejoneador provoca il toro, e quando questo si approssima, lo colpisce con banderillas i cui arpioni sono lunghi da cinque a sette centimetri. Oltre alle banderillas, il cavaliere pianta nel corpo dell'animale i rejones, lame di quindici o venticinque centimetri di lunghezza. La tortura del toro continua con il cosiddetto "rejon della morte", un arpione con una lama di sessantacinque centimetri. Questo viene piantato nel torace dell'animale, uccidendolo.
Nel corso della corrida il cavallo viene cambiato diverse volte a causa del suo spavento. Poiché il cavallo non indossa alcun paramento protettivo, non è raro che venga ferito mortalmente dalle cornate del toro, che, infilzandolo nel ventre, ne fa uscire le interiora, provocandone la morte.

Fonte: Equitando.com

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