Diritti  : No ai botti di Capodanno


Ogni anno i botti della notte di San Silvestro provocano numerosi feriti e talvolta addirittura decessi, non solo tra gli esseri umani, ma anche tra gli animali. Alcuni consigli per chi vive con un amico a quattro zampe.
Fonte: CEDA onlus

29/12/2009



Questa "tradizione" ogni anno provoca in tutta Italia un numero elevatissimo di feriti, molti dei quali di una tale gravità che si rende necessaria l’amputazione della mano o la perdita di un occhio, e purtroppo anche di alcuni decessi.
Anche gli animali corrono gravi pericoli in quanto, avendo un udito molto più sensibile del nostro vivono, durante le feste e all’avvicinarsi del 31 dicembre, momenti di vero terrore con conseguenze spesso fatali: l’animale perde la ragione, tenta di fuggire, si ferisce per cercare di scavalcare una recinzione, non presta attenzione alle automobili sulla strada e, se debole di cuore, rischia l’infarto.

Proviamo pertanto a fornirvi alcuni suggerimenti, forniti da medici veterinari nella speranza che possano essere di aiuto per trascorrere delle feste serene:
- Non lasciare mai il cane all’aperto, preferire invece stanze piccole, magari lontane dalla strada o da zone dove qualcuno può sparare petardi;
- E’ preferibile non lasciare l’animale da solo, ma se proprio non si può fare diversamente, rendere “viva” la stanza con un po’ di musica o televisione a basso volume e luce;
- Se si è in casa, evitare di rassicurare cani e gatti ad ogni rumore coccolandoli: quello che per noi è un gesto di affetto fatto al fine di tranquillizzare l’animale, provoca l’effetto contrario poiché suggerisce che c’è qualcosa che non va. Meglio continuare a chiacchierare normalmente;
- Se l’animale si agita troppo, farsi prescrivere dal veterinario dei fiori di bach: non fanno male (non preoccupatevi se sono sciolti in alcol, in realtà la percentuale è minima una volta diluiti!) ed è consigliabile iniziare a somministrarli anche qualche giorno prima del 31 dicembre per favorire il rilassamento.

Il CEDA onlus chiede inoltre alle forze dell’ordine il rispetto dell’articolo 703 del Codice Penale che prevede di punire anche con il carcere "chiunque, senza la licenza dell'Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa accende fuochi d'artificio, o lancia razzi, o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose".

Il Comune di Torino, per arginare questo preoccupante fenomeno e mostrando grande sensibilità, ha emanato il 27 novembre 2006 una ordinanza, la numero 47, con lo scopo di, si legge nell’oggetto, “bandire o limitare l’uso del materiale esplodente in città a tutela della salute delle persone e degli animali”.

Fonte: CEDA onlus

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