Crescere : Viva la nanna... con la mia mamma!

Vorrei vedere cosa farebbe il signor Estivill se, appena si è assopito, sua moglie lo svegliasse e lo trasferisse sul divano del soggiorno!
Fonte: Consapevolmente

18/02/2012



Gentile Johnson & Johnson,

Sono Ciccio, il fratello di Pupa. Forse vi ricorderete di lei: 7 anni fa scrisse una lettera alla Foppa Pedretti, che sul web fece un certo scalpore, riguardo all’apparecchio “Perchépiango”.

Da quando sono nato i miei genitori mi lavano la testa col vostro shampo, e detto francamente ancora non ne ho capito il motivo, dato che ho solo 3 mesi e non faccio ancora quelle cose, come infilare la testa nel fango o strofinarmi i capelli con la pappa ai 5 cereali, che giustificherebbero tale operazione.

Ma non è per questo che vi scrivo. Vi scrivo per la vostra iniziativa promozionale “Viva la nanna” per la quale date in regalo ai genitori, all’acquisto di 3 prodotti vostri, una copia del libro “Fate la nanna” di un certo Estivill, un signore che dice che i bambini sono un po’ come i frullatori, basta avere le istruzioni e lui ce l’ha. Ma dico, non potevate regalare un bel CD di Michael Jackson? Mia mamma lo metteva sempre quando ero nella pancia, ed era uno sballo.

Prima del vostro regalo, era tutto molto comodo e piacevole: stavamo tutti accucciolati insieme nel lettone, così quando mi svegliavo e avevo bisogno di affondare la faccia in una tetta morbida e ciucciare del buon latte caldo, era tutto a portata di mano, mamma apriva un occhio solo, mi abbracciava, davamo il via alla poppata e io sentivo un meraviglioso calore che partiva dalla pancia e mi scioglieva tutto fino ai piedini, e in pochi minuti stavo già nuovamente nel mondo dei sogni.
Semplice, no?

Da quando invece quel libro è entrato in casa nostra, qui non si vive più. Non ci capisco più niente: mi addormento fra le braccia di mamma con la poppata serale, e invece di lasciarmi dormire, sapete che fa? mi sveglia di nuovo! Vi sembra sensato? Io urlo come un’aquila, e mio papà sfoglia il libro e dice a mamma che lei è troppo tenera ed è colpa sua. Ma vorrei vedere cosa farebbe il signor Estivill se, appena si è assopito, sua moglie lo svegliasse e lo trasferisse sul divano del soggiorno!

E poi mi sistema, sveglio, in una stanza vuota, buia, in un letto stretto e triste con le sbarre come una prigione. Io urlo il doppio, e invece di prendermi su, il mio papà mi dice: «È notte, è ora di dormire, mamma e papà sono nell’altra stanza, tu hai l’orsacchiotto». Che è notte ed è ora di dormire lo so pure io, che ho l’orsacchiotto pure lo sapevo già, ma appunto perché ho sonno, e vorrei dormire, che diavolo ci faccio in questo posto dietro le sbarre? Non capisco cosa ho fatto di male, e nemmeno cosa ha fatto di male il mio orsacchiotto!

Piango che mi viene male dentro, e dopo cinque minuti, si affaccia la mamma, e invece di prendermi su, voi non ci credereste, mi dice: «È notte, è ora di dormire, mamma e papà sono nell’altra stanza, tu hai l’orsacchiotto».
Ora, non è che i miei genitori siano delle cime: sono delle brave persone ma, come dire, sono adulti e quindi vanno un po’ aiutati perché spesso non ci arrivano a capire nemmeno le cose più semplici. Ma da quando hanno letto quel libro sono proprio fuori come un triciclo. Oltre a dire queste frasi insensate e trattarmi come fossi un elettrodomestico malfunzionante, hanno i nervi a fior di pelle. Ieri mamma piangeva e diceva di essere una madre disastrosa, io ho sgambettato con tutta la forza per farle capire che a me invece lei piaceva moltissimo, ma lei mi ha guardato come mia sorella guarda il barattolo dei cioccolatini in cima alla credenza, e se n’è andata lasciandomi lì da solo. Follia completa!

Mia sorella Pupa mi ha spiegato che anche quando era neonata lei hanno avuto un momento di crisi simile, tutto per colpa di quell’apparecchietto che pretendeva di segnalare i motivi del suo pianto. Come se non si capisse subito cosa vogliono i bambini quando piangono: ma la mamma, che altro? Mia sorella mi ha detto che il libro del signor Estivill è un po’ come quell’apparecchio, anche lui pretende di spiegare a mamma e papà perché piango, e sapete secondo lui perché? Perché voglio comandare i miei genitori… ma se non riesco nemmeno a comandare al mio pancino di smettere di brontolare!

Mia sorella mi ha detto che domani metterà il libro in lavatrice con il programma per bucato molto sporco: con il Perchépiango ha funzionato benissimo.
È bello avere una sorella!

Non so chi sia, lì dentro la Vostra azienda, ad aver pensato che quel libraccio potesse essere un regalo, di sicuro i vostri consulenti hanno le idee ancora più confuse dei miei genitori. E per quanto riguarda il signor Estivill, sarà pure un esperto sul funzionamento dei frullatori, ma di bambini non ci capisce proprio nulla. Dice che se mamma mi prende in braccio quando piango, mi incoraggia a piangere di nuovo. Ma se è appunto per questo che sto piangendo, perché ho bisogno di essere preso in braccio! Se mamma mi prende su quando ho bisogno, che motivo avrei di piangere ancora? Credo che il signor Estivil sia molto, molto disturbato, o forse è sordo e non ha mai sentito il suono del pianto di un bambino.

Ieri mamma e papà hanno litigato, è la prima volta da quando sono nato, e mamma ha detto «Maledetta la Johnson quando ci ha regalato il libro». Beh forse le cose non si mettono poi così male, può darsi che sia la mamma a mettere il libro in lavatrice. O che non compri più i vostri prodotti, così imparate a scegliere meglio i vostri regali. O i vostri consulenti.

Che poi non sarebbe tanto grave se non compra più il vostro shampo, in fondo l’ultimo flacone lo ha già vuotato Pupa nel lavandino la settimana scorsa per fare un esperimento, ma la mamma non se n’è accorta perché al suo posto mia sorella ci ha messo il sapone per i piatti, che ha quasi lo stesso odore.

Vi saluto,
Il vostro giammai futuro cliente
Ciccio.


Fonte: Consapevolmente

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